Zircone (naturale)

Il nome di questa gemma proviene dal persiano “zargun“, che significa “color oro”. Altri lo fanno derivare dall’arabo “zarkun” il cui significato è “color cannella” o “color vermiglio”. Questa parola è stata corrotta in “jargoon“, un termine applicato agli zirconi di colore chiaro. La parola inglese deriva da zirkon, che è l’adattamento dal tedesco. Lo zircone giallo, arancione e rosso è anche noto come “giacinto“, dal fiore giacinto, il cui nome è di origine greca antica.

Molte persone hanno sentito parlare dello Zircone ma non l’hanno mai visto. Ciò è dovuto all’uso della sua varietà incolore, come simulante del diamante nei primi anni del 1900. Lo Zircone incolore è stato sostituito in quel ruolo, da simulanti sintetici più convincenti, tra cui la Zirconia Cubica che viene tutt’ora chiamata erroneamente “zircone”.

L’uso improprio di questo termine ha causato grande confusione nel pubblico e spesso anche tra gli addetti ai lavori, infatti non tutti sanno distinguere tra la gemma naturale e il prodotto di sintesi e il nome “zircone”, purtroppo, per molti, significa ancora “imitazione del diamante”.

Lo zircone è un minerale appartenente al gruppo dei nesosilicati; in particolare è un silicato di zirconio e la sua formula chimica corrispondente è ZrSiO4. Lo zirconio si lega nelle amalgame silicatiche con altri elementi incompatibili tra loro dal punto di vista della formazione petrografica. Ad esempio, l’afnio e altri elementi radioattivi. La struttura cristallina dello zircone è un sistema cristallino tetragonale. Il colore naturale dello zircone varia tra incolore, giallo-dorato, rosso, marrone, blu e verde.

E’ un materiale piuttosto comune nella crosta terrestre e si presenta come minerale accessorio nelle rocce ignee, nelle rocce metamorfiche e come grani nodulari nelle rocce sedimentarie. I cristalli di zircone grandi sono rari, infatti la loro dimensione media nelle rocce di granito è di circa 0,1-0,3 mm, ma possono anche crescere fino a diversi centimetri, specialmente nelle pegmatiti mafiche e nelle carbonatiti. Lo zircone è molto resistente al calore e alla corrosione; si presenta con un abito cristallino tabulare o prismatico, è fragile: la sua frattura varia da concoide a indefinita ed ha una durezza discreta: 7,5 sulla scala di Mohs. 

La caratteristica principale dello Zircone è il suo lustro, da vitreo a subadamantino nelle qualità migliori, fino ad avere una lucentezza grassa nelle qualità più scarse e può essere da trasparente ad opaco.

A causa del loro contenuto di uranio e di torio, alcuni Zirconi subiscono metamittizzazione. Collegati al danno da radiazioni interne, questi processi interrompono in parte la struttura cristallina e spiegano alcune sue proprietà altamente variabili. Man mano che lo Zircone viene sempre più modificato dal danno da radiazioni interne, la densità diminuisce, la struttura del cristallo viene compromessa e il colore cambia. 

 

E’ per questo che alcuni gemmologi classificano gli zirconi in tre tipi: alto, intermedio e basso. La classificazione dipende dalle proprietà della gemma analizzata, che sono direttamente correlate alla quantità di danno indotto dalle radiazioni.  Gli zirconi alti o normali hanno strutture a cristallo pieno, con danni minimi o nulli da elementi radioattivi. Di conseguenza, hanno le normali proprietà fisiche e ottiche associate al minerale. Negli zirconi intermedi o medi, gli elementi radioattivi hanno causato alcuni danni strutturali. Hanno proprietà fisiche e ottiche tra i tipi alti e bassi. L’ampio danno alla struttura cristallina degli elementi radioattivi provoca zirconi bassi con proprietà ottiche e fisiche molto più basse. In casi estremi, sono praticamente amorfi, il che significa che mancano di una struttura cristallina ordinata.

Praticamente tutti gli zirconi usati in gioielleria sono di alto livello. È interessante notare che la rottura della struttura cristallina indotta dalle radiazioni può essere in qualche modo invertita riscaldando lo zircone ad alte temperature. Il trattamento termico ad alta temperatura ripara la struttura cristallina danneggiata della pietra.

Due delle proprietà ottiche più apprezzate nello Zircone in qualità gemma, sono la birifrangenza e sopratutto l’indice di rifrazione molto alto; ovvero la capacità di scomporre la luce nelle sue componenti spettrali, che determina il così detto “fuoco” molto simile a quello del diamante. Il fuoco è più evidente nella varietà incolore dello zircone, meno in quelle colorate; tuttavia quando visibile, aumenta notevolmente il prezzo della gemma. Un tagliatore di gemme abile, è in grado di dare le giuste proporzioni alla pietra preziosa e proprio grazie ad esse il suo “fuoco” può essere osservato al meglio.

Come già detto, lo Zircone è un minerale variabile: da accessorio a costituente in traccia della maggior parte delle rocce ignee di granito e felsiche. A causa della sua durezza, durevolezza e inerzia chimica, esso persiste nei depositi sedimentari ed è un componente comune della maggior parte delle sabbie. E’ raro nelle rocce mafiche e molto raro nelle rocce ultramafiche, a parte un gruppo di rocce intrusive ultrapotassiche come kimberlite, carbonatite e lamprofite, dove lo Zircone può essere trovato come traccia minerale a causa della insolita genesi magmatica di queste rocce. Forma concentrazioni all’interno di depositi di minerali di sabbie minerali pesanti, in alcune pegmatiti e in alcune rare rocce vulcaniche alcaline, ad esempio il Toongi Trachyte, Dubbo, del Nuovo Galles in Sud Australia; in associazione con i minerali di zirconio-afnio eudialyte e Armstrongite. L’Australia è leader mondiale nell’estrazione di zirconi, producendo il 37% del totale mondiale e rappresentando il 40% dell’EDR mondiale (risorse economiche dimostrate). Il Sudafrica è il principale produttore africano, con il 30% della produzione mondiale. 

La qualità gemma dello Zircone, si estrae anche in Cambogia, Tanzania e Sri Lanka

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Lo Zircone viene consumato principalmente come opacizzante ed è noto per essere utilizzato nell’industria della ceramica decorativa. È anche il principale precursore non solo dello zirconio metallico, sebbene questa applicazione sia scarsa, ma anche di tutti i composti di zirconio incluso il biossido di zirconio (ZrO2), uno dei materiali più refrattari conosciuti. Altre applicazioni speciali sono quelle dei composti di zirconio, incluse le barre di combustibile nucleare, convertitori di combustibile catalitico e sistemi di depurazione dell’acqua e dell’aria.

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Lo Zircone è uno dei minerali chiave utilizzati dai geologi per la geocronologia: fa parte dell’indice ZTR per classificare i sedimenti particolarmente erosi dagli agenti atmosferici. Gli Zirconi contiengono tracce di uranio e torio (da 10 ppm fino all’1% in peso) e possono essere datati usando diverse moderne tecniche analitiche. Poiché possono sopravvivere a processi geologici come l’erosione, il trasporto e persino il metamorfismo di alto grado, contengono una ricca e variegata documentazione di processi geologici. Gli Zirconi nella roccia sedimentaria possono identificare la fonte del sedimento. Quelli di Jack Hills nel Narryer Gneiss Terrane, Yilgarn Craton, nell’Australia occidentale, hanno prodotto U-Pb di età fino a 4,440 miliardi di anni, interpretata come l’età della cristallizzazione, rendendoli i minerali più antichi finora datati sulla Terra. Inoltre, le composizioni isotopiche dell’ossigeno di alcuni di questi zirconi sono state interpretate come indicazione che oltre 4,4 miliardi di anni fa ci fosse già acqua sulla Terra.

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Lo Zircone ha anche una storia come gemma: era conosciuto come pietra preziosa ed è stato ritrovato nei siti archeologici più antichi del mondo. È stato citato in molti testi, tra cui una poesia hindu, in cui si descrive un albero dalle foglie di zircone. Sotto il nome di “giacinto” viene nominato in diversi passaggi della Bibbia: come “Gemma di fuoco” , come pietra che compone il pettorale di Aronne, poi come una delle dodici gemme che decorano il muro della Gerusalemme celeste. Andrea, arcivescovo di Cesarea e teologo bizantino, verso la fine del X secolo, scrisse un commento sull’Apocalisse, nel quale collegò le dodici gemme della città di Gerusalemme con gli Apostoli e lo Zircone era assegnato a Simone.

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Nel Medioevo, si pensava che potesse indurre un sonno profondo, scacciare gli spiriti maligni e promuovere ricchezze, onore e saggezza. Lo zircone blu era una delle gemme più usate in epoca vittoriana e veniva montato sui gioielli più prestigiosi.

In tempi recenti, Il gemmologo George F. Kunz, fu grande sostenitore dello zircone e propose il nome di “starlite” per ricordare il fuoco eccezionale di questa gemma. Il nome non ha mai preso piedein ambito commerciale. 

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Già a partire dal 1892 si iniziò a produrre l’ossido di zirconio cubico sintetico: la così detta Zirconia Cubica e dagli anni ’80 del Novecento la sua commercializzazione come simulante del diamante, iniziò ad assumere dimensioni di massa. La Zirconia Cubica non ha niente a che vedere con la splendida gemma naturale; esse condividono solo la presenza dello zirconio nella loro chimica.

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Lo Zircone in forma gemma, richiede alcuni accorgimenti: è fragile, per cui è preferibile montarlo su gioielli che lo preservino dall’usura del tempo, come ciondoli, orecchini o spille e che ne proteggano gli spigoli vivi. Ed è preferibile riporlo avvolto in panni morbidi e non a contatto con altri gioielli o gemme che potrebbero graffiarlo.

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