Opale

L’opale è una sostanza colloidale, semiamorfa o microcristallina molto particolare, che appartiene alla classe degli ossidi e per la precisione si tratta di un ossido di silicio. Non ha una vera e propria struttura cristallina, infatti è costituita da sferette microscopiche di silice che si dispongono in modo più o meno ordinato. Tra una sferula e l’altra si deposita una quantità variabile di acqua, fondamentale per mantenere l’idratazione della gemma.  E’ un materiale mediamente duro: 5,5-6,5 sulla scala di Mohs, non si sfalda, ma è molto fragile e se lasciato in ambienti secchi, perde le molecole di acqua e si fissura. Può essere trasparente con lucentezza cerosa e se esposto ai raggi ultravioletti può mostrare una fluorescenza gialla o verde.

L’opale ha origine sedimentaria: si forma per percolazione e deposito chimico di acque molto ricche di silice oppure per accumulo di scheletri di organismi marini; per questo motivo non si trova mai in cristalli singoli, ma in vene, globuli e incrostazioni oppure in masse compatte.  Esiste in numerose varietà:

Opale Nobile

E’ la varietà più bella di opale, caratterizzata da bagliori di colore che emergono da una base più o meno scura e più o meno trasparente.

Questo fenomeno, detto arlecchinamento, è causato dalle sferette di silice tutte della stessa dimensione, intervallate da molecole di acqua e disposte su file ordinate. Questi microgranuli obbligano la luce incidente a scindersi nelle sue lunghezze d’onda spettrali. Può essere bianco lattiginoso, da grigio a nero, ma sempre con questo gioco di iridescenze che variano a seconda del punto di osservazione

Opale di Fuoco

è una varietà molto rara e tra le più desiderate. Si riconosce dalle sfumature rosso/arancio e dall’aspetto più o meno lattescente, che lascia intravedere lampi dello stesso colore molto più brillanti e vivi a seconda della luce incidente. Gli esemplari più pregiati, regalano degli stupendi effetti di arlecchinamento. Nelle antiche civiltà Maya e Azteche era utilizzata nelle cerimonie sacre

Idrofane

E’ una varietà meno importante delle precedenti, biancastra, al massimo giallastra o grigio-rossastra.  Solitamente è torbida, porosa e di apparenza mediocre. È denominata “idrofane” per la sua capacità di assorbire acqua a seguito di immersione; dopodiché diventa trasparente e mostra dei giochi di colore molto simili a quelli dell’opale nobile. Questa trasparenza svanisce non appena la pietra viene tolta dall’acqua e mano mano che si disidrata, ritorna al suo aspetto originario. Alcuni esemplari mantengono questa trasparenza a lungo, ma solo se sono stati immersi per molto tempo e in acqua pura, perché se in essa vi erano depositi terrosi, i pori della gemma ne risulterebbero ostruiti ed essa rimarrebbe opaca per sempre.

Ialite

è una varietà che si presenta come patine oppure anche incrostazioni trasparenti, con aspetto globulare, di spessore consistente. Presenta una intensa fluorescenza verde quando viene esposta ai raggi ultravioletti

Opale Xiloide

Si tratta di frammenti di legno fossile, risalenti a milioni di anni fa. Viene chiamato anche opale xiloide in quanto si tratta di una sostituzione da parte della silice, delle componenti organiche della pianta. Le colorazioni vanno dal nocciola chiaro al marrone scuro e in alcuni frammenti, sono visibili anche le caratteristiche linee di crescita dell’albero originario.  Le diverse colorazioni sono dovute a ossidi di ferro.

L’opale è una gemma molto conosciuta e apprezzata fin dai tempi antichi. In India era considerata una gemma sacra agli dei. I Romani la ritenevano un talismano. Plinio la chiamava “upala” (dal sanscrito “pietra preziosa”) e ne parlava come la pietra più bella del mondo. Si tramanda che nel I secolo a.C. il senatore Nonnio preferì l’esilio piuttosto che cedere il suo anello con opale a Marco Antonio. 

Nel Medioevo si credeva che potesse rendere invisibili, i Veneziani del Trecento pensavano che brillasse nel momento in cui, chi l’indossava avesse contratto la peste o stesse per morire.  In tutto il corso del Seicento, presso la corte di Luigi XIV, l’opale venne considerato una gemma funesta. Dopo il 1870, la regina Vittoria d’Inghilterra contribuì moltissimo alla sua diffusione come gemma ad uso ornamentale.

Il gemmologo consiglia attenzione alle imitazioni e ai sintetici. Esistono anche gemme assemblate: doppiette o triplette in cui la percentuale di opale è piccolissima e spesso limitata ad una lamina sottile, incollata ad altri materiali tra cui il vetro.

Esaurito
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