Larimar (Pectolite blu)

Dai registri del MInistero delle MIniere della Repubblica Dominicana risulta che Padre Miguel Domingo Fuertes Loren chiese il permesso di esplorare e sfruttare la miniera di una certa roccia blu che aveva scoperto, il 22 novembre del 1916.

Le pectoliti non erano ancora note nella Repubblica Dominicana e la richiesta fu respinta.

Nel 1974, Miguel Méndez e il volontario del Corpo della Pace, Norman Rilling, rittovarono ciottoli di Larimar su una spiaggia ai piedi della catena montuosa Bahoruco, nella provincia costiera di Barahona.

I nativi del luogo credevano che la pietra provenisse dal mare e chiamavano la gemma Pietra blu. Miguel attribuì il nome Larimar a questa Pectolite a partire dal nome di sua figlia: Larissa e dalla parola spagnola per mare (mar), per suggerire i colori del Mar dei Caraibi dove fu trovata e in omaggio alla ragazza.

Le poche pietre ritrovate in prossimità delle spiagge,provenivano da sedimenti alluvionali, formatesi attorno al fiume Bahoruco ed esposti all’erosione del mare. Una ricerca successiva e svoltasi a monte della foce del fiume, rivelò gli affioramenti  di Larimar e presto si formò la miniera di Los Chupaderos.

Larimar è una varietà di Pectolite o una roccia composta in gran parte da Pectolite: un inosilicato di calcio e sodio. La pectolite si trova in molte località, ma il Larimar è una roccia vulcanica la cui colorazione blu è unica ed è il risultato della sostituzione del rame con il calcio. La maggior parte ha colore blu cielo, spesso con venature bianche. Può essere anche verde con inclusioni rosse. Il suo abito cristallino varia da tabulare ad acicolare, irradiante fibroso, sferoidale o colonnare, oppure massiccio

Rocce vulcaniche risalenti al Miocene: andesiti e basalti, fluirono all’interno dei calcari della costa meridionale dell’isola. Queste rocce vulcaniche contenevano cavità che furono successivamente riempite con una varietà di minerali, tra cui la Pectolite blu. La formazione del Larimar all’interno di queste cavità è stato un evento secondario rispetto ai flussi vulcanici. Quando le rocce vulcaniche vennero erose dagli agenti amosferici, i noduli di pectolite furono trasportati lungo i pendii montuosi per finire nell’alluvio del fiume Bahoruco e nelle ghiaie della spiaggia. L’azione rotolante lungo il letto del fiume ha fornito la lucidatura naturale al Larimar, che lo fa risaltare in contrasto con le altre ghiaie scure.

Generalmente le Pectoliti sono rocce tenere e friabili, non adatte al taglio in forma gemma; tuttavia la cristallizzazione compatta del Larimar consente questo uso.  La durezza resta bassa anche nelle forme compatte: 4,5-5 sulla scala di Mohs; il Larimar però si distingue dalle altre Pectoliti per una buona resistenza ai graffi. 

Una volta lucidato presenta superfici dall’aspetto setoso e dalla lucentezza subvetrosa. Può essere opaco o semitraslucido e nella qualità migliore, le venature bianche formano un reticolo su fondo azzurro, che somiglia moltissimo al riverbero della luce o alle increspature delle onde sulla superfecie marina 

Essendo una gemma che è stata ritrovata in un solo giacimento al mondo, come la Tanzanite e la Zultanite, Il Larimar è piuttosto raro e costo. In Europa non è ancora diffuso su larga scala; tuttavia nella Repubblica Domicana viene ampiamente commercializzato, con prezzi variabili a seconda della qualità. 

Maggiore è il contrasto tra il blu e le venature bianche, maggiore sarà il prezzo della gemma. Sfortunatamente lo splendido colore del Larimar è fotosensibile: svanisce con il tempo se viene esposto a luce e calore eccessivi