Cianite

Anche detta Kyanite, è un sub-nesosilicato di alluminio, noto come Distene per indicare una caratteristica molto particolare dei suoi cristalli: la loro durezza varia tra il 4-5 della scala di Mohs lungo la direzione di allungamento del prisma e tra 6,5-7 sulla faccia ortogonale a questa direzione.

Insieme all’Andalusite e alla Sillimanite, è uno dei tre termini polimorfici della classe silicatica a cui appartiene; in particolare è quello che si forma a pressione più alta nelle facies eclogitiche dei metabasalti e delle rocce metasedimentarie, quando queste subiscono processi metamorfici dovuti alla subduzione e a pressioni superiori ai 20 Kbar

Si presenta in cristalli tabulari allungati di colore azzurro e più raramente bianco, verde e grigio; esiste anche una varietà nera detta reticite. La lucentezza è vitrea o madreperlacea; è pesante e fragile. Viene utilizzata per la sua resistenza alle alte temperature nella produzione di materiali refrattari, nella costruzione di forni, nell’industria vetraria e in ceramica.

L’uso in gioielleria è raro e limitato a quelle pochissime gemme molto trasparenti e dal colore blu profondo e saturo. In queste colorazioni, la Cianite rivaleggia con gli zaffiri più belli e per molto tempo fu confusa con essi; tanto che diverse tra le gemme blu portate in Europa, a seguito delle conquiste coloniali e vendute come zaffiri, altro non erano che delle splendide Cianiti.

E’ un materiale estremamente difficile da faccettare a causa delle due diverse durezze, per cui è più semplice trovarla in forma di cabochon o ciottolo burattato.

Il gemmologo consiglia di scegliere la Cianite nelle sue tinte migliori come alternativa economica allo zaffiro e di farla montare in gioielli che ne proteggano gli spigoli, possibilmente non in anelli o bracciali.