Calcedonio

Calcedonio è il nome generico con cui si indica il quarzo (ossido di silicio) nella sua forma microcristallina.

Questo nome deriva dal greco “Chalkedon” e si riferisce a Calcedonia: un’antica città mineraria affacciata sul Mar di Marmara, nei cui pressi si estraeva questo materiale. Tutte le varietà di calcedonio sono state usate a scopo ornamentale, fin dall’antichità.

Si trova in forma di croste o di masse concrezionate, con colore uniforme o zonate con striature di vari colori. Non è raro che si presenti in aggregati botroidali e nodulari. La sua struttura è caratterizzata da fibre microcristalline e nel caso della varietà Crisoprasio da fibre criptocristalline isorientate. Nel caso di tessitura criptocristallina, i singoli cristalli sono di difficile individuazione anche al microscopio a luce polarizzata. Invece, per masse microcristalline isorientate l’uso del microscopio aiuta ad individuare queste formazioni allungate ed orientate parallelamente.

E’ semitrasparente quando è tagliato sottile, opaco e dalla inconfondibile lucentezza ceroide nei campioni più massivi. Ha durezza 6,5-7 sulla scala di Mohs, leggermente più bassa di quella del Quarzo monocristallino e frattura concoide con aspetto granuloso.

La sua colorazione è molto variabile e dipende dalle impurezze presenti nel reticolo cristallino. Fin dai tempi antichi, il suo colore è stato modificato esponendo la gemma a forte luce solare, riscaldamento o contatto con liquidi coloranti (la pietra è molto porosa e permette l’assorbimento selettivo dei liquidi)

Il calcedonio prende varie denominazioni a seconda del colore e dell’aspetto:

Calcedonio Comune, Azzurro e Giallo

il primo ha un colore grigio azzurrognolo, biancastro oppure beige uniforme, esistono anche esemplari bianco cerei, azzurrognoli, diafani o rosati. Il secondo ha un colore azzurro cenerino, azzurro-lilla o azzurro-violetto vivace. Il terzo non presenta mai una colorazione uniforme ed è possibile che sia questa la variante che Plinio il Vecchio chiamò “Jaspis aerizusa”.

Agata

 

E’ l’insieme delle varietà zonate con striature di colorazione variabile (bianco, marrone, bruno, nero, verde, rosa, ecc..). E’ un prodotto di precipitazione da flussi idrotermali in rocce magmatiche e si ritrova in associazione con il quarzo cristallino in forma di ametista o quarzo ialino. Può contenere inclusioni significative di acqua (enidro). Il nome deriva dall’antico fiume Achates, probabilmente l’odierno Dirillo nella Sicilia sud-orientale. Usata in modo diffuso nella lapidaria antica e moderna, presenta delle sotto varietà:

  • Calcedonio-Agata: è una mistura di Corniola e Agata che presenta la colorazione della Corniola ma se osservata attentamente, mostra la struttura a strati o bande curve oppure rettilinee e di spessore diverso, a colorazione bianca, bruna e grigio-giallastra
  • Calcedonio-Agata Niccolo: la sua caratteristica sono gli strati neri e grigio-azzurri o cerulei, alternati tra loro. Gli antichi la conoscevano con il nome di “Aegyptilla” (Plinio, XXXVII, 54)
  • Calcedonio-Agata-Onice: sottovarietà opaca o semi opaca, con alternanza di strati bianchi e neri che creano un forte contrasto; ideale per la realizzazione di cammei e molto usata in antichità
  • Calcedonio-Agata Sardonica: alterna strati di corniola e sardonica con altri di calcedonio biancastro
Corniola

E’ una varietà traslucida o semitrasparente con inclusioni di minerali ferrosi come la Limonite o l’Ematite. Il suo colore caratteristico è il rosso sanguigno uniforme fino al giallo-arancio. In antichità era nota con vari nomi, tra cui Conerina, Cornalina oppure Carnerina. Ne esiste una sottovarietà:

  • Sarda: più scura della Corniola, ma molto meno luminosa a causa della sua colorazione da rosso-bruno a bruno marrone. La distinzione tra le due, si basa sull’interpretazione del colore ed è puramente soggettiva. Il suo nome deriva da Sardi, la capitale della Lidia antica.
Crisoprasio

 

Varietà criptocristallina di Calcedonio traslucido che contiene   nickel, a cui deve la sua bellissima colorazione verde o giallo-verde. Spesso confuso con la Giadeite, è il Calcedonio più raro e prezioso. Plinio il Vecchio lo chiamava “Jaspis”

 

 

Diaspro

 

E’ il nome attribuito a tutti i Calcedoni opachi e di colore compatto, distribuito in bande irregolari o globulari. I più comuni sono quelli nelle tonalità di rosso, viola e verde scuro

Eliotropio

 

 

E’ la varietà verde scuro opaca con punteggiature microdendritiche rosso vivo di idrossidi di ferro, che dovrebbero somigliare a macchie di sangue; per questo motivo viene chiamato anche diaspro sanguigno. Noto fin dal tempo dei Romani con i nomi di heliotropium o prasius. 

Le inclusioni possono essere di colore giallo (actinolite) e in questo caso al minerale viene dato il nome di plasma.

Il nome derivato dal greco helios, sole e trepein, girare, proviene dalle osservazioni degli antichi circa il modo in cui questa gemma riflette la luce.

Onice

 

Di colore uniforme che varia tra il rosso-bruno e abbraccia l’intera scala dei grigi fino al nero. Si può trovare in forme massive e stratificate e in questo abito prende il nome di Selce; materiale noto e molto impiegato fin dalla Preistoria

 

Il Calcedonio si forma in ambiente filoniano-idrotermale di bassa temperatura, ad esempio nella cavità interna dei geodi e metamorfico. Esiste una genesi secondaria nelle rocce sedimentarie e dendritiche, oppure può formarsi per trasformazione ricostruttiva dell’Opale che ha una struttura disordinata e parzialmente instabile

E’ una gemma di tradizione millenaria, impiegata massicciamente e in tutte le sue varietà nelle lavorazioni ad intaglio o a cammeo. Molto apprezzata dai lapidari per la sua facilità di lavorazione e dai designer per la realizzazione di gioielli unici. Gli esemplari dal colore meno attraente, vengono tinti regolarmente e con i colori più diversi, per imitare altre gemme molto più rare ed in particolare la Giadeite

Il gemmologo consiglia di fare attenzione alle numerosissime imitazioni in vetro.