Acquamarina

E’ una gemma preziosa con colore simile a quello del mare; si tratta di una varietà di Berillo come lo Smeraldo, la Morganite, l’Eliodoro e la Goshenite. Le sfumature variano dal verde-azzurro, fino all’azzurro più intenso. Il suo colore omogeneo è dovuto alla presenza di piccole percentuali di ferro in traccia nella sua struttura chimica.

Gli archeologi datano l’utilizzo di questa gemma fin dal III secolo a.C.: Greci e Romani la intagliavano con soggetti legati a temi del mare perché le attribuivano virtù protettrici per i naviganti.

Lo stesso Plino, nella sua Historia Naturalis, descrive l’Acquamarina come la gemma che “riproduce il verde del mare puro”. In antichità fidanzati e sposi la consideravano un portafortuna, perché simbolo di felicità e speranza

L’Acquamarina è un silicato di Berillio e Alluminio dalla durezza elevata (7,5-8 sulla scala di Mohs), ma è fragile se subisce urti. La lucentezza è vitrea e la sfaldatura difficile; non presenta fluorescenza.

Cristallizza in prismi allungati di forma esagonale che talvolta presentano delle inclusioni caratteristiche. Le più comuni sono delle cavità molto sottili, parallele tra loro e piene di liquido; a testimonianza dell’origine: cristallizza per raffreddamento di fluidi idrotermali ricchi in berillio. Può contenere cristalli piatti di altri minerali o di Tormalina nera con cui condivide i giacimenti.

I cristalli usati attualmente in gioielleria, sono limpidi e trasparenti: il loro colore azzurro intenso si ottiene riscaldando il grezzo a 400°C.

Il gemmologo consiglia di scegliere Acquemarine di caratura grande e da taglio ben proporzionato perché questo consente al colore della gemma di esprimersi al meglio